interventi


Care amiche e cari amici; nell’augurarvi un buon inizio d’anno desidero comunicarvi quali saranno gli impegni e le novità che ci vedranno protagonisti nel corso del 2009. Per tutto il Movimento questo sarà certamente un anno intenso, fatto di impegni importanti e di passi fondamentali per la crescita soprattutto culturale di tutti gli associati. Il XV Convegno Nazionale della nostra associazione, dal tema “Il Coraggio di Scegliere”, ha segnato una svolta significativa nel cammino associativo, le linee programmatiche derivate da questa ultima assise segnano il nostro percorso futuro con estrema chiarezza. Abbiamo scelto come Studenti Cattolici di rinnovare il nostro impegno nell’ambito sociale e politico declinando questa affermazione con una maggiore presenza in ambito territoriale, arrivando così ad inserire nel calendario di questo nuovo anno molti convegni e giornate dedicate alla formazione culturale degli studenti. Rircodo tra i maggiori progetti per questo 2009 l’importante approfondimento sulla figura di Don Luigi Sturzo che a breve partirà in diverse scuole Italiane, i diversi seminari sulla Dottrina Sociale della Chiesa e sull’impegno politico dei Cattolici, la collaborazione con il MIUR e la partecipazione alla giornata della Legalità ed infine il MSCamp, il campo estivo del Movimento che assieme alla moltitudine di opere che si svolgono nei diversi comitati scolastici formano il nostro contributo alla comunità. Desidero non solo invitarvi ad essere protagonisti delle iniziative del Movimento, ma ad idearne di nuove, con la forza e la freschezza che ci sontraddistingue data da una proposta che nasce da studenti per altri studenti. Il Movimento Studenti Cattolici in poco tempo è divenuta una delle associazioni di riferimento a livello nazionale, grande merito e tributo va a tutti coloro che dedicando tempo e passione hanno alimentato un opera che si è contraddistinta per la sincerità progettuale e la forza dei suoi iscritti. Tutto ciò nasce dalla condivisione di un progetto, e dalla capacità che ognuno di noi ha, nel guardare al futuro con un disegno chiaro nella mente. Ispirati dal pensare Cristiano ripartiamo con convinzione per un nuovo anno da protagonisti della scuola e sopratutto da Studenti Cattolici. Con il Coraggio delle nostre scelte saremo sempre in Movimento!

 

Buon Lavoro a tutti.

Martino Merigo

Coordinatore Nazionale Movimento Studenti Cattolici

*di Alfonso Noel Angrisani*

Talvolta si crede di poter risolvere, in vario modo, i problemi e le questioni ordinarie dell’esistenza. Si fa ricorso a complicati e anche difficili mezzi, dimenticando che basta un poco di pazienza per disporre ogni cosa in ordine perfetto e ridonare calma e serenità. (cit. Giovanni XXIII)

 

Ad ogni cambio di governo gli addetti ai lavori (presidi, docenti, studenti ecc.) si pongono le stesse domande, mi riferisco proprio ai tanti che questo 7 Maggio si sono chiesti se il nuovo Ministro dell’Istruzione, On. Maria Stella Gelmini, avesse intenzione di dar luogo all’ennesima riforma della scuola.

La nuova inquilina di viale Trastevere ha dimostrato grande maturità , spiazzando i numerosi commentatori e analisti politici che già pronosticavo una breve permanenza, data la sua “presunta” inesperienza, sullo scranno più alto dell’Istruzione. Il Ministro ha dichiarato che si affiderà unicamente al merito e al rigore, dicendo no ad un’ennesima riforma della scuola, privilegiando quindi solo modifiche legislative laddove strettamente necessario.

Proprio in questo contesto si colloca la proposta fatta dal Ministro di reintrodurre la divisa scolastica. Per troppo tempo si è fatto riferimento alla scuola unicamente a proposito di violenza, atti di bullismo e di gesta eroiche che scalavano le classifiche del web. Gli alunni sono considerati troppo spesso schegge impazzite in un sistema divenuto ormai incontrollabile, la Scuola non è più un’Istituzione , ma un circolo ricreativo dove dare libero sfogo ai propri istinti belluini.

Questo anno ricorre il quarantesimo anniversario del ’68, che ha segnato tragicamente il destino della Scuola e degli scolari, l’asse portante di questa filosofia era il lasseiz faire, il buonismo, il 6 “politico”. Il movimento del 68 ha portato all’egualitarismo che nell’immaginario collettivo è sinonimo di uguaglianza, ma tengo a sottolineare che sono due concetti molto diversi tra loro,ed è proprio per questo che condivido la scelta fatta dal ministro.

La divisa è indice di ordine e disciplina, due caratteristiche che dovrebbero rappresentare il fondamento della scuola, come luogo preposto all’educazione ed alla formazione del ragazzo prima, dello studente poi, ma proprio una scellerata politica libertina, ben presto divenuta anarchia, ha fatto decadere il buon nome della scuola italiana.

Molti obietteranno che una divisa non servirà a coprire le difficoltà di una scuola che accusa un gap etico e culturale non indifferente (stando ai dati dell’OCSE) ma da qualche parte bisogna pur cominciare, magari restituendo il decoro ed il rispetto ad un’istituto che troppo spesso è stato violentato dalla non curanza e dal disprezzo di molti. Spero che tra qualche anno si tornerà a descrivere la scuola per ciò che realmente è. I tempi in cui la campanella delle ore 8 segnava l’inizio di una nuova sfilata tra i corridoi, divenuti ormai passerelle, dove le grida esasperate di presidi e rettori saranno solo un ricordo lontano, ora il merito, il rigore, l’ordine e la disciplina saranno i punti cardinali che ispireranno l’azione educativa.

In questi anni si è dato troppo peso all’impianto burocratico con riforme e controriforme, chi ha provato a fare riforme non ce l’ha fatta, chi le ha fatte le ha fatte male e chi le ha fatte bene si è visto i sindacati e le piazze in rivolta. L’azione veramente riformista del Ministro ha imboccato il binario giusto, piccoli passi verso una vera rinascita della scuola, non mi riferisco solo alla proposta della divisa, ma anche alle belle parole pronunciante durante la commemorazione per l’anniversario della strage di Capaci, dove il Ministro ha mostrato la volontà di voler reintrodurre l’ora di educazione civica, considerando la deriva nichilista, più volte denunciata dal Santo Padre, verso cui il mondo, ma in particolar modo la nostra generazione si sta avviando, è fondamentale ridare centralità all’appartenenza a determinati valori, troppo spesso accantonati per lasciare spazio al mero nozionismo.

Una delle mie citazioni preferite, che trovai sulla cartellina al mio primo convegno del Movimento, è quella di Jerome Bruner : “La scuola è l’ingresso alla vita della ragione”.

Spero che possa esserle utile, buon lavoro Ministro.

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