Rassegna Stampa


Roma, 24 mar. – (Adnkronos) – “L’Universita’ registra un gap di risorse ma anche di riforme e mi auguro che questa sia la legislatura che riuscira’ a coniugare questi due obiettivi”. Lo ha affermato il il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, questa mattina a “Panorama del giorno” di Maurizio Belpietro. Quanto poi al fatto che il Segretario del Pd, Dario Franceschini, sulla riforma dell’universita’ ha avanzato delle proposte chiedendo un confronto, alla domanda se il Governo sia disponibile a mettersi a discutere, Gelmini risponde “Assolutamente si”.

FONTE: http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3136085207

(AGI) – Brescia, 20 mar. – “5500 corsi di laurea sono troppi – ha detto stasera il Ministro Gelmini intevendo a Brescia a un convegno sulla scuola all’Associazione industriale bresciana -.
Applicando la legge 1/2009 abbiamo previsto una riduzione del 20 per cento valutando il numero degli iscritti, evitando la frammentazione degli insegnamenti e cercando di accorpare laddove e’ possibile. Abbiamo anche diminuito le scuole di specialita’ da 1600 a 1200, rendendole in linea con la media europea”.

FONTE: http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200903202137-pol-rom1167-art.html

La Cei contro il governo: pronti a mobilitarci contro i tagli a scuole
cattoliche
Il direttore dell’ufficio per l’educazione: «Le federazioni delle scuole
cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese»

ROMA – La Chiesa cattolica si schiera contro il governo a causa della
riduzione delle risorse per le scuole cattoliche.
Il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco (Ansa)
I nuovi tagli agli istituti scolastici paritari, previsti dalla
finanziaria del governo Berlusconi, aprono una «crisi» e presto «le
federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese»
ha affermato monsignor Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale
della Cei (la Conferenza episcopale italiana) per l’educazione.

SCUOLE A RISCHIO DEFAULT – In questa situazione di tagli alla scuola
paritaria – ha spiegato monsignor Stenco – «non si tratta di
restituzione: a questo punto si è aperta una crisi molto più profonda e
le federazioni delle scuole cattoliche presto si mobiliteranno in tutto
il Paese». Secondo monsignor Stenco «qui si vuole la scuola statale e la
scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che
rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per
interessi pubblici». «Tra stato e mercato – si è chiesto l’alto prelato
- perchè colpire proprio il privato sociale?». «Non è il taglio da 130
milioni di euro di adesso che fa scoppiare la scuola cattolica – ha
aggiunto monsignor Stenco -. Il punto è che sono dieci anni che il
finanziamento si è inceppato. Può una scuola parrocchiale, ad esempio,
permettersi ogni anno una passività di 20,25 mila euro? Dopo 10 anni che
cosa è divenuta? 250 mila euro. E il contributo dello Stato – ha
concluso il direttore dell’ufficio Cei per l’educazione – serve a
malapena a pagare gli stipendi».

TREMONTI – La Conferenza episcopale italiana rimprovera in particolare
al ministro dell’Economia Giulio Tremonti di colpire di nuovo la scuola
cattolica. «Guarda caso nel 2008 ripete la stessa manovra del 2004:
taglia per tre anni consecutivi 130 milioni di euro alla scuola
cattolica. È un film già visto: si continua a colpire il sistema
paritario», ha affermato ancora monsignor Stenco. «Nel 2000 – ha
spiegato monsignor Stenco – la legge sulla parità scolastica ha previsto
un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole
paritarie, mentre la spesa per la scuola statale è di 50 miliardi. Il
contributo, dello 0,1%, è quindi già irrisorio». «Nel 2004, – ha
proseguito il vescovo – per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato
154 milioni sui 530 di contributo totale, cioè il 33%. La scuola
cattolica ha taciuto – ha aggiunto monsignor Stenco – e li abbiamo
recuperati anno per anno con emendamenti, con fatica e con ritardi. Ora,
però, il ministro ripete la stessa manovra». «La Chiesa adesso – ha
concluso monsignor Stenco – deve tirare le sue conseguenze perchè senza
contributi le scuole dell’infanzia non vanno avanti e di certo rischiano
di chiudere».

http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_05/cei_scuola_mobilitazione_governo_59e1ed96-c2ad-11dd-8440-00144f02aabc.shtml

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