Il primo intervento della mattinata è quello del dott. Claudio Gentili , direttore education  CONFINDUSTRIA ,  il quale racconta di come da marxista leninista ha conosciuto la fede cattolica e con il tempo si e staccato dalle sue prime convinzioni politiche . Nel  1982 Gentili ha incontrato il Papa Giovanni Paolo II, del quale ricorda l’intenso spirito di preghiera e il grande raccoglimento interiore. In seguito è stato responsabile della MASCI. Allora era un periodo di grande secolarizzazione e i cattolici si vergognavano di parlare di Dio, in particolare gli stessi scout. Ciò era un paradosso visto che lo stesso fondatore voleva che il movimento fosse dedito alla propaganda dei valori morali della Bibbia. Claudio Gentili ha avviato così un cammino di catechesi per gli scout, affinché potessero ritrovare il coraggio di testimoniare la loro fede perché “le opere senza il cuore non sono sufficienti  a salvare l’uomo”.

Egli è anche direttore della rivista “La Società”  che si occupa della dottrina sociale della chiesa si è quindi dedicato alla rieducazione delle classi dirigenti delle associazioni cattoliche attraverso delle rubriche giornalistiche.

Si è anche impegnato nell’ambito della consulenza familiare fondano il centro “ Betania ” alla quale si possono rivolgere famiglie che affrontano un momento di crisi.

Guarda l’intervista a Claudio Gentili cliccando qui.

Don Davide Vicentini apre la seconda giornata del convegno con un brano del Vangelo di Marco. “La difficoltà di tanti giovani di incontrare Dio – secondo don Davide – non sta nell’impossibilità di vederlo, ma nel fatto che non si è consapevoli dei propri desideri”. Il cambiamento è possibile solo se abbiamo il coraggio di toglierci le maschere che gli altri ci propinano e il coraggio di insistere nella ricerca della propria identità.

Il monito a conclusione della riflessione è: “chi crede in Dio non ha paura”.

 

La giornata  si apre con la lettura  e il commento del Vangelo di Marco da parte di Don Davide Vicentini.

A seguire interviene Claudio Gentili, Direttore Education CONFINDUSTRIA sul tema “Perché credere prima di agire?”.

Come il credere nell’agire si collega al campo della ricerca è invece al centro dell’intervento del dott. Umberto Sacerdote, Direttore Genereale Istituto Nazionale di Astrofisica.

A conclusione della seconda sessione ha luogo un collegamento telefonico con il prof. Fracesco Profumo, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La terza sessione del convegno inizierà nel pomeriggio con la partecipazione alla Tavola Rotonda FIDAE-MSC a Roma. Durante l’incontro tre ragazzi del Movimento Studenti Cattolici presenteranno all’assemblea un documento contenente le aspirazioni per “la Scuola di domani”.

A conclusione della giornata si celebrerà la Santa Messa e dopo la cena ci sarà la presentazione dei Dipartimenti: dipartimento Educazione e libertà, dipartimento Msc-tv, dipartimento relazioni internazionali.

Per concludere la prima giornata di lavoro, interviene Arturo Mari, collaboratore del Beato Giovanni Paolo II.

Arturo Mari, il principe dei fotografi, l’uomo che ha vissuto accanto a sei Papi dalla seconda metà del XX secolo sino ai nostri giorni, ha iniziato la sua esperienza lavorativa a soli 16 anni. Ad un millimetro dallo Spirito Santo. Nelle sue parole si può leggere un segmento di storia della Chiesa. Arturo Mari ha ripreso tutte le fasi salienti del pontificato di Giovanni Paolo II, scattando al “Papa venuto da lontano” decine di migliaia di foto. È un racconto inusuale, inedito, sorprendente.  Il Papa polacco sapeva unire il servizio agli altri con umiltà e devozione, diventando esempio per tutti i giovani. Eppure Egli sapeva anche essere fermo, quando la situazione lo richiedeva e deciso nel denunciare il male quando lo incontrava.

Guarda l’intervista ad Arturo Mari cliccando qui.

Seguono Renato Lavezzi, cordinatore del nord Italia che afferma: “oggi di coraggio ce n’è bisogno, e noi non possiamo delegare altri. E’ ora di mettere in pratica il nostro essere giovani” e Giulia Farina, dipartimento comunicazione: “il coraggio non è la mancanza di paura, ma la certezza che c’è qualcosa di piu importante della paura stessa” e ancora :” è fondamentale avere qualcosa in cui credere, perchè senza ninte in cui credere diventa inutile l’azione”.  Conclude il cordinatore nazionale Martino Merigo che invita a non prendere di petto le critiche che ci vengono dall’esterno ma a farne scaturire proposte intelliggenti e ricorda che questo convegno è frutto di un anno intero di lavoro da parte dei giovani del movimento.

18.00 Apre il convegno con il suo saluto don Davide Vicentini che invita i giovani ad appassionarsi agli altri, perchè “aver passione per gli altri non è uno slogan ma un modo di vivere il futuro”. Segue il saluto di don Maurizio Viviani, il quale incita i partecipanti ad “andare avanti spinti da una meta precisa”. Pone l’attenzione anche sul fatto che i giovani d’oggi non sono solo il futuro, ma soprattutto il presente, che deve essere vissuto ricordandosi del passato, perchè ” chi dimentica il passato è destinato a riviverlo”. In conclusione saluta i ragazzi con una frase di Pablo Picasso:  “ci vuole molto tempo per diventare giovani”.

Il convegno si apre con l’ accoglienza di centinaia di giovani studenti provenienti dalle scuole superiori e dalle università di tutta Italia.

I saluti di apertura sono affidati  a don Maurizio Viviani, direttore dell’ufficio nazionale educazione, scuola  e università della CEI e a don Davide Vicentini, direttore della Fondazione C.Toniolo di Verona.

Seguono le relazioni introduttive al tema del Convegno (Appassionati del domani) e ai lavori, da parte di Renato Lavezzi, coordinamento nord Italia, Giulia Farina, dipartimento comunicazione e Martino Merigo, coordinamento nazionale.

Alle ore 19.00 si svolge la celebrazione eucaristica, la Santa Messa a fondamento di un proficuo lavoro.

A conclusione della prima sessione si tiene un incontro con Arturo Mari, collaboratore del Beato Giovanni Paolo II, che racconta alcuni episodi significativi della vita del Papa polacco.


Si aprirà domani il XVIII CONVEGNO NAZIONALE. Le rappresentanze delle scuole cattoliche di tutta Italia giungeranno alla “Domus quercia” di Viterbo, antico convento del 1200. Ad inaugurare i lavori saranno Don Maurizio Viviani-Direttore dell’Ufficio Nazionale Educazione, Scuola e Università della CEI, Renato Lavezzi-coordinatore nord Italia, Giulia Farina-dipartimento comunicazione e il coordinatore nazionale Martino Merigo.

“Siate costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore” (Gc 5,7).

Con queste parole l’apostolo Giacomo ci ha introdotto nel cammino di immediata preparazione al Santo Natale che, in questa Liturgia vespertina, ho la gioia di iniziare con voi, cari studenti e illustri docenti degli Atenei di Roma. A tutti rivolgo il mio saluto cordiale, in particolare al consistente gruppo di coloro che si preparano a ricevere la Cresima, ed esprimo il mio vivo apprezzamento per l’impegno che ponete nell’animazione cristiana della cultura della nostra Città. Ringrazio il Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Prof. Renato Lauro, per le parole augurali che a nome di tutti voi mi ha rivolto. Uno speciale e deferente saluto rivolgo al Cardinale Vicario e alle varie Autorità accademiche e istituzionali.

L’invito dell’Apostolo ci indica la strada che conduce a Betlemme liberando il nostro cuore da ogni fermento di insofferenza e di falsa attesa, che può sempre annidarsi in noi se dimentichiamo che Dio è già venuto, è già operante nella nostra storia personale e comunitaria e chiede di essere accolto. Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe si è rivelato, ha mostrato il suo volto e ha preso dimora nella nostra carne, in Gesù, figlio di Maria – vero Dio e vero uomo – che incontreremo nella Grotta di Betlemme. Tornare lì, in quel luogo umile e angusto, non è un semplice itinerario ideale: è il cammino che siamo chiamati a percorrere sperimentando nell’oggi la vicinanza di Dio e la sua azione che rinnova e sostiene la nostra esistenza. La pazienza e la costanza cristiana – di cui parla san Giacomo – non sono sinonimo di apatia o di rassegnazione, ma sono virtù di chi sa che può e deve costruire, non sulla sabbia, ma sulla roccia; virtù di chi sa rispettare i tempi e i modi della condizione umana e, perciò, evita di offuscare le attese più profonde dell’animo con speranze utopistiche o fugaci, che poi deludono.

“Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra” (Gc 5,7). Cari amici, a noi, immersi in una società sempre più dinamica, può suonare sorprendente questo invito che fa riferimento al mondo rurale, ritmato dai tempi della natura. Ma il paragone scelto dall’Apostolo ci chiama a volgere lo sguardo al vero ed unico “agricoltore”, il Dio di Gesù Cristo, al suo mistero più profondo che si è rivelato nell’Incarnazione del Figlio. Infatti, il Creatore di tutte le cose non è un despota che ordina e interviene con potenza nella storia, ma piuttosto è come l’agricoltore che semina, fa crescere e fa portare frutto. Anche l’uomo può essere, con Lui, un buon agricoltore, che ama la storia e la costruisce in profondità, riconoscendo e contribuendo a far crescere i semi di bene che il Signore ha donato. Andiamo dunque anche noi verso Betlemme con lo sguardo rivolto al Dio paziente e fedele, che sa aspettare, che sa fermarsi, che sa rispettare i tempi della nostra esistenza. Quel Bambino che incontreremo è la manifestazione piena del mistero dell’amore di Dio che ama donando la vita, che ama in modo disinteressato, che ci insegna ad amare e chiede solo di essere amato.

“Rinfrancate i vostri cuori”. Il cammino verso la Grotta di Betlemme è un itinerario di liberazione interiore, un’esperienza di libertà profonda, perché ci spinge ad uscire da noi stessi e ad andare verso Dio che si è fatto a noi vicino, che rinfranca i nostri cuori con la sua presenza e con il suo amore gratuito, che ci precede e ci accompagna nelle nostre scelte quotidiane, che ci parla nel segreto del cuore e nelle Sacre Scritture. Egli vuole infondere coraggio alla nostra vita, specialmente nei momenti in cui ci sentiamo stanchi e affaticati e abbiamo bisogno di ritrovare la serenità del cammino e sentirci con gioia pellegrini verso l’eternità.

“La venuta del Signore è vicina”. E’ l’annuncio che riempie di emozione e di stupore questa celebrazione, e che rende il nostro passo veloce e spedito verso la Grotta. Il Bambino che troveremo, tra Maria e Giuseppe, è il Logos-Amore, la Parola che può dare consistenza piena alla nostra vita. Dio ci ha aperto i tesori del suo profondo silenzio e con la sua Parola si è comunicato a noi. A Betlemme l’oggi perenne di Dio tocca il nostro tempo passeggero, che riceve orientamento e luce per il cammino della vita.

Cari amici delle Università di Roma, a voi, che percorrete il cammino affascinante ed impegnativo della ricerca e della elaborazione culturale, il Verbo Incarnato domanda di condividere con Lui la pazienza del “costruire”. Costruire la propria esistenza, costruire la società, non è opera che possa essere realizzata da menti e cuori distratti e superficiali. Occorrono una profonda azione educativa e un continuo discernimento, che devono coinvolgere tutta la comunità accademica, favorendo quella sintesi tra formazione intellettuale, disciplina morale e impegno religioso che il beato John Henry Newman aveva proposto nella sua “Idea di Università”. Nei nostri tempi si avverte il bisogno di una nuova classe di intellettuali capaci di interpretare le dinamiche sociali e culturali offrendo soluzioni non astratte, ma concrete e realistiche. L’Università è chiamata a svolgere questo ruolo insostituibile e la Chiesa se ne fa convinta e fattiva sostenitrice. La Chiesa di Roma, in particolare, è da molti anni impegnata nel sostenere la vocazione dell’Università e a servirla con il contributo semplice e discreto di tanti sacerdoti che operano nelle cappellanie e nelle realtà ecclesiali. Vorrei esprimere il mio apprezzamento al Cardinale Vicario e ai suoi collaboratori per il programma di pastorale universitaria che, quest’anno, in sintonia con il progetto diocesano, è ben sintetizzato dal tema: “Ite, missa est… nel cortile dei gentili”. Il saluto al termine della celebrazione eucaristica – “Ite, missa est” – invita tutti ad essere testimoni di quella carità che trasforma la vita dell’uomo e così innesta nella società il germe della civiltà dell’amore. Il vostro programma di offrire alla città di Roma una cultura a servizio dello sviluppo integrale della persona umana, come ho indicato nell’Enciclica Caritas in veritate, è un concreto esempio del vostro impegno a promuovere comunità accademiche nelle quali si matura e si esercita quella che Giovanni Battista Montini, quando era Assistente della FUCI, chiamava “la carità intellettuale”.

La comunità universitaria romana, con la sua ricchezza di istituzioni, statali, private, cattoliche e pontificie, è chiamata ad un compito storico notevole: quello di superare precomprensioni e pregiudizi che talvolta impediscono lo sviluppo di una cultura autentica. Lavorando in sinergia, in particolare con le Facoltà teologiche, le Università romane possono indicare che è possibile un nuovo dialogo e una nuova collaborazione tra la fede cristiana e i diversi saperi, senza confusione e senza separazione, ma condividendo la medesima aspirazione a servire l’uomo nella sua pienezza. Auspico che il prossimo Simposio internazionale sul tema “L’Università e la sfida dei saperi: verso quale futuro?”, possa costituire una significativa tappa in questo rinnovato cammino di ricerca e di impegno. In tale prospettiva desidero incoraggiare anche le iniziative promosse dalla Direzione generale della Cooperazione allo sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri, che ha coinvolto Università di tutti i continenti, da ultimo anche quelle del Medio Oriente, qui rappresentate da alcuni Rettori.

Cari giovani universitari, è risuonato in questa assemblea il ricordo della Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù. Al termine della celebrazione, la delegazione universitaria africana consegnerà l’Icona di Maria Sedes Sapientiae alla delegazione universitaria spagnola. Inizierà così il pellegrinaggio di questa effigie mariana in tutte le Università di Spagna, un segno che ci orienta verso l’incontro del prossimo mese di agosto a Madrid. E’ molto importante la presenza di giovani universitari preparati e desiderosi di comunicare ai propri coetanei la fecondità della fede cristiana non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Con Maria che ci precede nel nostro cammino di preparazione, vi do appuntamento a Madrid e confido molto sul vostro generoso e creativo impegno. A lei, Sedes Sapientiae, affido l’intera comunità universitaria romana. Con lei apprestiamoci ad incontrare il Bambino nella Grotta di Betlemme: è il Signore che viene per noi! Amen.

Ai Presidenti e Assistenti ecclesiastici
delle Associazioni, Movimenti e Nuove Comunità

Carissimo,

come è ormai tradizione, il Santo Padre Benedetto XVI incontrerà gli universitari degli Atenei di Roma in preparazione al Santo Natale, Giovedì 16 dicembre alle ore 17.30, nella Basilica Papale di San Pietro.

Quest’anno il Santo Padre presiederà la celebrazione dei Vespri nel giorno in cui inizia la tradizionale novena di Natale. È un segno di grande attenzione verso la comunità accademica che sollecita tutta la Chiesa di Roma a proseguire con coraggio e fiducia nell’azione missionaria tra i giovani universitari. Nelle aule universitarie, infatti, si formano le nuove generazioni e si elaborano le proposte culturali per la costruzione della società.

In questa delicata e decisiva azione pastorale è sempre più necessario il coinvolgimento delle Associazioni, dei Movimenti e delle nuove Comunità, in modo da consolidare il cammino di pastorale integrata che costituisce uno degli obiettivi prioritari del cammino di verifica da poco iniziato.

Rivolgo, quindi, a te e ai tuoi collaboratori un particolare invito a voler informare ed animare i gruppi giovanili per favorire un’ampia partecipazione degli universitari, affinché tutta la Chiesa di Roma possa vivere questo evento come momento di comunione tra tutte le realtà ecclesiali e di testimonianza della presenza del Vangelo nella cultura universitaria.

In attesa di incontrarTi con gli universitari nella Basilica di S. Pietro, volentieri colgo l’occasione per porgere a Te e a tutta la Tua comunità gli auguri di un intenso e fecondo tempo di Avvento, insieme al mio costante ricordo nella preghiera.

Agostino Card. Vallini
Vicario Generale di Sua Santità
per la Diocesi di Roma

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