“La scuola è l’ingresso alla vita della ragione”

*di Alfonso Noel Angrisani*

Talvolta si crede di poter risolvere, in vario modo, i problemi e le questioni ordinarie dell’esistenza. Si fa ricorso a complicati e anche difficili mezzi, dimenticando che basta un poco di pazienza per disporre ogni cosa in ordine perfetto e ridonare calma e serenità. (cit. Giovanni XXIII)

 

Ad ogni cambio di governo gli addetti ai lavori (presidi, docenti, studenti ecc.) si pongono le stesse domande, mi riferisco proprio ai tanti che questo 7 Maggio si sono chiesti se il nuovo Ministro dell’Istruzione, On. Maria Stella Gelmini, avesse intenzione di dar luogo all’ennesima riforma della scuola.

La nuova inquilina di viale Trastevere ha dimostrato grande maturità , spiazzando i numerosi commentatori e analisti politici che già pronosticavo una breve permanenza, data la sua “presunta” inesperienza, sullo scranno più alto dell’Istruzione. Il Ministro ha dichiarato che si affiderà unicamente al merito e al rigore, dicendo no ad un’ennesima riforma della scuola, privilegiando quindi solo modifiche legislative laddove strettamente necessario.

Proprio in questo contesto si colloca la proposta fatta dal Ministro di reintrodurre la divisa scolastica. Per troppo tempo si è fatto riferimento alla scuola unicamente a proposito di violenza, atti di bullismo e di gesta eroiche che scalavano le classifiche del web. Gli alunni sono considerati troppo spesso schegge impazzite in un sistema divenuto ormai incontrollabile, la Scuola non è più un’Istituzione , ma un circolo ricreativo dove dare libero sfogo ai propri istinti belluini.

Questo anno ricorre il quarantesimo anniversario del ’68, che ha segnato tragicamente il destino della Scuola e degli scolari, l’asse portante di questa filosofia era il lasseiz faire, il buonismo, il 6 “politico”. Il movimento del 68 ha portato all’egualitarismo che nell’immaginario collettivo è sinonimo di uguaglianza, ma tengo a sottolineare che sono due concetti molto diversi tra loro,ed è proprio per questo che condivido la scelta fatta dal ministro.

La divisa è indice di ordine e disciplina, due caratteristiche che dovrebbero rappresentare il fondamento della scuola, come luogo preposto all’educazione ed alla formazione del ragazzo prima, dello studente poi, ma proprio una scellerata politica libertina, ben presto divenuta anarchia, ha fatto decadere il buon nome della scuola italiana.

Molti obietteranno che una divisa non servirà a coprire le difficoltà di una scuola che accusa un gap etico e culturale non indifferente (stando ai dati dell’OCSE) ma da qualche parte bisogna pur cominciare, magari restituendo il decoro ed il rispetto ad un’istituto che troppo spesso è stato violentato dalla non curanza e dal disprezzo di molti. Spero che tra qualche anno si tornerà a descrivere la scuola per ciò che realmente è. I tempi in cui la campanella delle ore 8 segnava l’inizio di una nuova sfilata tra i corridoi, divenuti ormai passerelle, dove le grida esasperate di presidi e rettori saranno solo un ricordo lontano, ora il merito, il rigore, l’ordine e la disciplina saranno i punti cardinali che ispireranno l’azione educativa.

In questi anni si è dato troppo peso all’impianto burocratico con riforme e controriforme, chi ha provato a fare riforme non ce l’ha fatta, chi le ha fatte le ha fatte male e chi le ha fatte bene si è visto i sindacati e le piazze in rivolta. L’azione veramente riformista del Ministro ha imboccato il binario giusto, piccoli passi verso una vera rinascita della scuola, non mi riferisco solo alla proposta della divisa, ma anche alle belle parole pronunciante durante la commemorazione per l’anniversario della strage di Capaci, dove il Ministro ha mostrato la volontà di voler reintrodurre l’ora di educazione civica, considerando la deriva nichilista, più volte denunciata dal Santo Padre, verso cui il mondo, ma in particolar modo la nostra generazione si sta avviando, è fondamentale ridare centralità all’appartenenza a determinati valori, troppo spesso accantonati per lasciare spazio al mero nozionismo.

Una delle mie citazioni preferite, che trovai sulla cartellina al mio primo convegno del Movimento, è quella di Jerome Bruner : “La scuola è l’ingresso alla vita della ragione”.

Spero che possa esserle utile, buon lavoro Ministro.

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